• |
ritardare il
deterioramento delle strutture articolari, permettendo,
quindi, flessibilità e maggiore libertà di movimento; |
| • |
mantenere il
trofismo delle masse muscolari; |
| • |
aumentare la
durata della contrazione isometrica e la forza muscolare; |
| • |
mantenere la
massa ossea e quindi prevenire l’osteoporosi ed eventuali
fratture; |
| • |
conservare
efficienti gli apparati cardiovascolare e respiratorio; |
| • |
facilitare il
ritorno venoso; |
| • |
ridurre la
frequenza cardiaca a riposo e sotto sforzo; |
| • |
migliorare il
massimo consumo di ossigeno; |
| • |
prevenire o
correggere le alterazioni scheletriche e muscolari della
gabbia toracica, del cingolo scapolo – omerale e del
diaframma, migliorando la funzione respiratoria; |
| • |
aumentare la
produzione di endorfine che determinano la sensazione di
benessere e il senso di rilassamento che si percepiscono
dopo un’attività fisica; |
| • |
tenere sotto
controllo il peso corporeo; |
| • |
ridurre
l’ipertensione e il rischio di aritmie;
prevenire le malattie degenerative e sistemiche dell’età
senile (diabete, arteriosclerosi, ecc.); |
| • |
giovare in
numerose condizioni morbose caratteristiche dell’età senile:
dislipidemie, cardiopatia ischemica, artropatie,
ipertensione, bronchite cronica, arteriopatie e postumi di
frattura; |
| • |
apportare
importanti effetti psicologici come l’eliminazione dello
stress provocato dagli intensi ritmi di vita, la riduzione
degli stati d’ansia, della depressione e dell’insonnia; |
| • |
incidere
positivamente sui livelli socio – relazionali; |
| • |
migliorare
l’immagine del proprio sé e accrescere l’autostima; |
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dare maggiore
sicurezza nelle proprie possibilità di spostamento,
permettendo la riappropriazione di vecchie abitudini e
l’acquisizione di nuove. |